Assemblea sul Castello

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Data:

sabato, 10 ottobre 2009

Castello di Lagnasco

Descrizione

LAGNASCO – Il comune acquisterà gli storici Castelli che furono dei Marchesi Tapparelli d’Azegli il via libera ufficiale all’operazione potrebbe arrivare dal consiglio comunale in programma nella serata di lunedì prossimo. Non sono infatti emerse contrarietà al riguardo nel corso dell’assemblea pubblica sull’argomento convocata dal sindaco Testa nella serata di venerdì scors in un clima che risente ancora di veleni e rancori della passata tornata elettorale, tutti si sono trovati sostanzialmente d’accordo sulla conclusione cui è giunto il Sindaco dopo l’esposizione di una trentina di slides in cui ha riassunto le varie tappe che hanno fin qui interessato l’operazione “acquisto Castello”. Gli interventi della platea, composta da una quarantina di persone, sono essenzialmente venuti da chi, negli ultimi anni, aveva lavorato all’operazione, avviata nel 2007 ed in fase di stallo ormai da quasi un anno, rivendicandone la paternità ed accusando l’attuale amministrazione di aver cambiato opinione. «Non abbiamo mai detto di essere contrari all’acquisto del Castello - ha ribadito il sindaco, Ernesto Testa – con le conoscenze che avevamo a maggio si era fatto un ragionamento parziale ponendoci l’interrogativo “risorsa o problema”, dopo una valutazione approfondita riteniamo opportuno procedere all’acquisto constatando che il castello è “una risorsa e un problema”». Non è insomma l’acquisto che preoccupa, ma la futura gestione, inevitabilmente legata alla destinazione d’us le idee messe sul piatto vanno dalla sede di organizzazioni e associazioni, del nuovo distretto regionale e del museo permanente della frutta attualmente a Torino, a master universitari, mostre ed affitto di sale per convegni, assemblee e ricevimenti. Un legame forte con il territorio che permetta anche l’autofinanziamento dei costi di gestione, che sarebbe affidata ad un apposito e nuovo Ente, unitamente alla promozione necessaria a richiamare visitatori, coinvolgendo enti già attivi in tal senso, come Terre dei Savoia e d’Acord. Nulla di nuovo, se non lo sblocco di una situazione da troppo tempo in stallo, che ha inevitabilmente fermato i finanziamenti regionali per il proseguo dell’opera di restauro. Confermato anche l’accordo sul costo del passaggio di proprietà: 900 mila euro, di cui 300 mila ciascuno a carico delle Fondazioni CRT e CRC (già deliberati nel 2008, di cui la metà svanirebbero se non spesi entro il 2009), 150 mila dalla Fondazione CRS ed i restanti 150 mila a carico del Comune, «ma stiamo lavorando per trovare altri contributi» assicura il primo cittadino. Superara anche l’impasse tra l’Opera Pia Tapparelli ed il Comune per l’anticipo dei fondi che le Fondazioni bancarie concedono solo a rogito avvenut metà saranno anticipati dalle Fondazioni stesse, l’atra metà saranno garantiti da una fideiussione a carico del Comune. Alla compravendita sarà inoltre aggiunto l’acquisto (per 16 mila euro) del terreno di pertinenza del Castello, tra il maniero ed il fabbricato Boyl, confermando l’accordo raggiunto nel 2006, e la cappella di San Gottardo, che nel cimitero comunale ospita le spoglie dell’ultimo Tapparelli, il marchese Emanuele. Una cessione a costo zero e per il cui recupero dall’attuale degrado sono già stati presi contatti per l’ottenimento di appositi finanziamenti. Con poco più di 200 mila euro (comprensivi di oneri e tasse) il Comune si porta a patrimonio un bene su cui sono già stati investiti oltre 5 milioni di euro e che potrebbe catalizzare ulteriori finanziamenti con positivi ripercussioni sul territori aspetto su cui tutta l’assemblea è sembrata concorde; lo è apparsa meno sull’invito rivolto dal Sindac «Il Castello non sarà del Comune, ma dei lagnaschesi, noi ci siamo, ma confido sulla collaborazione di tutti coloro che ne hanno a cuore le sorti».
oscar fiore    (fonte Corriere di Saluzzo)

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